La musica di Chopin e Prokof’ev caratterizza il nono appuntamento della Stagione sinfonica dell’“Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi” che per l’occasione vede il graditissimo ritorno sul podio del Maestro uzbeko Aziz Shokhakimov, protagonista di un felicissimo debutto sul palco dell’Auditorium nel 2012, a soli 24 anni.

A lui è affidata la direzione de laVerdi nella Suite n. 1 tratta da “Cenerentola”, il secondo dei balletti composti in Russia da Sergej Prokof’ev dopo il suo rientro definitivo in patria nel 1932, ricco di spunti lirici e con un’orchestrazione brillante, di grande godibilità melodica e vivacità ritmica. Come già aveva fatto col precedente balletto “Romeo e Giulietta”, Prokof’ev ricavò poi dalla composizione tre suite da concerto, tra le quali ascolteremo la prima nella personale direzione del Maestro Shokakimov.
Giovedì 28 novembre (ore 20.30), venerdì 29 novembre (ore 20) e domenica 1° dicembre (ore 16) all’Auditorium di Milano, largo Mahler.
In programma anche uno dei capolavori di Fryderyk Chopin, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi minore op.11, composto alla vigilia del suo definitivo addio a Varsavia e alla Polonia. A eseguire il concerto il grande pianista russo Boris Petrushansky nato a Mosca – dove a soli quindici anni è stato allievo di uno dei più grandi musicisti dei nostri tempi, Heinrich Neuhaus – e che da tempo vive a Imola, dove insegna, dividendo la sua intensa attività concertistica tra l’Italia e la Russia.

Il concerto di giovedì 28 novembre sarà preceduto alle ore 18 da una conferenza introduttiva “La mano di Chopin” – In collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore-Studium musicale d’Ateneo – relatore Martino Tosi, nel foyer della balconata dell’Auditorium. Ingresso libero.

Biglietti: 15/36 euro;
Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler;
orari d’apertura: da martedì a domenica dalle ore 10 alle 19.
Telefono 02.83389401/2,
on line: www.laverdi.org / www.vivaticket.it .

Programma
Fryderyk Chopin (1810 – 1849)
Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi min. op.11.
Chopin scrisse i suoi due Concerti per pianoforte e orchestra tra i 19 e i 20 anni d’età, quando ancora si trovava a Varsavia. Dopo il momento drammatico dell’abbandono della sua terra natia, egli non scrisse più alcun lavoro per pianoforte con accompagnamento d’orchestra. La prima esecuzione del suo Primo concerto per pianoforte, composto tra il marzo e l’agosto del 1830, si tenne al Teatro Nazionale di Varsavia l’11 ottobre 1830 con l’orchestra diretta da Warlo Ewasio Soliwa e con Chopin stesso al pianoforte, nella sua ultima esibizione in pubblico. Il compositore infatti decise di presentarlo ai suoi concittadini come un dono d’addio prima di abbandonare Varsavia: né lui, né i suoi amici, però, immaginavano che non vi avrebbe più fatto ritorno. Infatti, emigrato a Parigi, non avrebbe potuto più tornare in patria in seguito ai disordini della “Rivolta di novembre”.
E’ curiosa la separazione – mai colmata – tra il favore che il brano ha sempre goduto da parte del pubblico e la scarsa stima che gli ha invece tributato la critica. La prima “stroncatura” eccellente è firmata nientedimeno che da Franz Liszt, proprio colui che assieme a Schumann è stato uno dei più accaniti difensori della musica di Chopin. Se l’amore del pubblico per questo capolavoro non sembra accennare a diminuire d’intensità (ne sono testimonianze anche le frequenti incisioni ed esecuzioni dal vivo da parte dei maggiori virtuosi di tutti i tempi), la critica non ha invece modificato nel tempo il proprio parere. Infatti, si continua a sentir parlare di scrittura orchestrale di mero accompagnamento di un concerto centrato sul solista, di mancata adesione nella costruzione dei movimenti al modello classico, addirittura di una scarsa preparazione di Chopin come orchestratore.
Uno dei motivi più plausibili è che si giudichino i Concerti per pianoforte del compositore polacco accostandoli alla tradizione classica, situandoli su quella linea che passa dall’ultimo Mozart, da Beethoven e Schumann per giungere sino a Brahms.

Sergej Prokof’ev (1891 – 1953)
Suite dal balletto “Cenerentola”, op. 109
La musica di Cenerentola è tanto più interessante in quanto è tra i lavori composti in seguito al difficile ritorno in patria di Prokof’ev. La musica per il balletto gli era stata commissionata dal Teatro Kirov di Leningrado e portata a termine nell’estate del 1944; il balletto andò in scena per la prima volta al Teatro Bolshoi di Mosca il 21 novembre 1945. Come già aveva fatto col precedente balletto, “Romeo e Giulietta”, Prokof’ev nel 1946 trasse, dai cinquanta brani del balletto, tre suites per orchestra, op.107, 108 e 109; la prima comprende otto pezzi, la seconda sei e la terza otto.
Musicalmente Cenerentola presenta una grande ricchezza di spunti lirici e amorosi, cui si accompagnano una garbata ironia, colorata talvolta di inflessioni genuinamente umoristiche, un’orchestrazione brillante, godibilità melodica e una grande vivacità ritmica. La musica caratterizza la protagonista con tre temi: il primo allude alla Cenerentola maltrattata, il secondo alla Cenerentola candida dei sogni ad occhi aperti, e il terzo alla Cenerentola innamorata e felice. Oltre ai caratteri della fanciulla, Prokof’ev cerca di esprimere quelli del padre pavido, della crudele matrigna, delle sorelle perfide e beffarde, del principe giovane e ardente, in modi immediatamente comprensibili e conformi al linguaggio del genere coreutico. La brillantezza della partitura, la sua vivacità ritmica e la sua vena melodica con una drammaticità velata di ironia, unitamente all’orchestrazione ben strutturata, ricca e brillante, fanno di Cenerentola una delle opere più espressive e serene del musicista che l’hanno resa subito molto popolare.